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09 Mar

No Tav, no tregua: Monti convoca un vertice d’emergenza.

L'A32 nuovamente ostacolata da un enorme falò cui le forze dell'ordine hanno assistito impotenti e preoccupate: questo lo scenario che i contrari al completamento del progetto della TAV, linea ferroviaria adibita al passaggio di Treni ad Alta Velocità, hanno messo in atto.

L'unico raccordo mancante di questo piano, che si inserisce in uno più ampio che prevede oltre 5000 km di nuovi binari che metteranno in collegamento, tramite un'unica rete, le estremità Lisbona-Parigi-Kiev, infatti, è costituito dalla futura tratta Torino Lione, la cui estensione dovrebbe raggiungere i 57 km, dei quali 12.5 km nel territorio italiano.

Un migliaio di persone sono state artefici di tale assedio: si tratta di una protesta estrema la cui incisività si evince già dalla semplice azione di appendere una bandiera No Tav alla volta del tunnel, per mezzo di una scala meccanica ivi trasportata a tal fine.

Non si tratta, tuttavia, della prima manifestazione di dissenso: Il blocco sull'A32 durava da lunedì 27 febbraio a mezzogiorno. Teatro della precedente occupazione nonché del relativo sgombero che fu eseguito con idranti, lacrimogeni e manganellate, è stato il Casello di Chianocco; qualche chilometro più a monte, davanti alla galleria Prapontin, l'ultima inattesa nottata di guerriglia.

Preso atto della gravità della portata delle proteste, in data 2 marzo 2012 Il premier Mario Monti ha convocato un vertice di emergenza a Palazzo Chigi con i ministri Cancellieri e Passera, il sottosegretario Catricalà e il Commissario di governo per l'alta velocità, Mario Virano. Si tratta di un conflitto che non pare destinato a cessare nel breve termine.

Ultima modifica il Mercoledì, 18 Aprile 2012 12:38